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Il mistero ed i lais di Maria di Francia

Uomo o donna?

Nel Medioevo una donna che sapesse leggere e scrivere era un caso raro e se poi questa donna componeva anche, per un’altra donna come Eleonora d’Aquitania, storie d’amore, di intrighi e cose di questo genere, allora era una cosa seria che la storia non avrebbe dimenticato per i secoli a venire. Dal momento che l’esatta identità di questa donna non è stata nota nei primi tempi dopo la sua morte, figuriamoci oggi e c’è chi osa addirittura ipotizzare che fosse un uomo, magari omosessuale, che si celasse dietro ad un nome di suo gradimento per pubblicare storie e racconti per riscattarsi da una società che ardiva dalla voglia di conoscere il misterioso autore di lais che Eleonora tanto amava. Altri hanno ipotizzato che l’autore dei lais fosse il vero e tanto ricercato amante di Eleonora, ma anche qui i ficcanaso vanno poco lontano nelle faccende private di Eleonora. Infine non manca chi sostiene che in realtà Maria di Francia altri non fosse che la primogenita delle due figlie di Eleonora avute da Luigi nel primo matrimonio e che lei abbandonò insieme all’ex marito per inseguire il sogno d’amore con Enrico II, più giovane di lei di undici anni e poco interessato ad una donna più vecchia che però, non dimentichiamolo, era molto ricca e soprattutto con il suo matrimonio avrebbe aggiunto al regno di Inghilterra, tutto il sud della Francia, lasciando così quel povero inetto di Luigi circondato dal mare e dal nemico.

Numerose sono state le ipotesi proposte sulla possibile identificazione storica dell'Autrice, in merito risulta notevole il saggio di Carla Rossi. Alcune delle possibili identità sono:

  • Marie di Meulan, ipotetica figlia di Garelan IV de Meulan, studioso e letterato, a cui è dedicata la Historia regum britannie, il quale però non risulta che avesse avuto una figlia di nome Marie. È esistita una badessa Marie di Meulan, ma sarebbe morta entro il 1000, mentre i Lais sono stati scritti fra il 1160 e il 1175.
  • Marie d'Ostillie, badessa e secondo alcuni sorellastra di Enrico II, secondo altri figlia di un uomo di fiducia del re. Entrata in tenera età in convento, mentre la cultura dell'Autrice dei Lais mostra chiaramente la sua vicinanza all'ambiente di corte di Enrico II e alle querelles letterarie coeve.
  • Marie di Blois, principessa d'Inghilterra, badessa del monastero di Romsey, ma in pessimi rapporti con Enrico II, quindi non si spiegherebbe, oltre la vicinanza culturale all'ambiente di corte, anche la dedica al "nobile re" presente nel prologo.
  • Marie sorella di Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury. Maria sarebbe diventata badessa del monastero di Barking, monastero che conservava la tomba della badessa sorella dell'arcivescovo. Questa ipotesi, formulata da Carla Rossi, è la più probabile perché innanzitutto è quella più compatibile con i dati anagrafici: la badessa non sarebbe entrata da piccola in convento, ma da vedova, secondo un uso molto diffuso all'epoca. In secondo luogo i testi di Maria di Francia sono stati più volte trasmessi da manoscritti tramandanti testi strettamente legati a Thomas Becket.
  • Marie di Francia, secondo R. Baum, non è mai esistita e il suo nome è una pura invenzione letteraria che mette insieme un primo nome "Maria" che vuole indicare un'identità letteraria portatrice della cultura e dei valori cristiani all'indicazione "de France" che non deve essere interpretata in senso geografico, ma culturale: l'autore si richiama direttamente alla cultura e ai valori celebrati in quello che era allora il centro culturale più prestigioso: Ille de France. Tra gli studiosi che hanno fatto propria questa ipotesi, non è mancato chi ha veduto la raccolta di Lais come opera di diversi autori, cosa che stride notevolmente con la palese unità stilistica dell'opera.

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Figura 1 – Le possibili identità di Maria di Francia

 

L’ipotesi di Baum non sarebbe errata ed in tal caso avvalorerebbe l’ipotesi che si tratti di uno pseudonimo, ma ancora non rivelerebbe nulla del sesso e dell’identità dell’autore. Potrebbe, perché no, essere stata Eleonora stessa negli anni di prigionia a scrivere questi lais, in una lingua mista tra francese, latino ed inglese, pubblicandoli con uno pseudonimo perché se si fosse saputo che la Regina, la Grande Eleonora scriveva storie tanto ardite e fantasiose come quelle dei lais.

Secondo Carla Rossi, invece, si tratterebbe della sorella di Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury. Maria sarebbe diventata badessa del monastero di Barking, monastero che conservava la tomba della badessa sorella dell'arcivescovo. Secondo alcuni è la più probabile delle ipotesi sull’identità storica di Maria di Francia perché innanzitutto è quella più compatibile con i dati anagrafici: la badessa non sarebbe entrata da piccola in convento, ma da vedova, secondo un uso molto diffuso all'epoca. In secondo luogo i testi di Maria di Francia sono stati più volte trasmessi da manoscritti tramandanti testi strettamente legati a Thomas Becket.

Anche questa versione però, stonerebbe con un episodio di cronaca nera che riguardò direttamente Enrico II e Thomas Becket. Lord Cancelliere del Regno d'Inghilterra dal 1154, Thomas Becket venne eletto arcivescovo di Canterbury e primate d'Inghilterra nel 1162: ostile ai propositi di Enrico II di ridimensionamento dei privilegi ecclesiastici, venne ucciso (forse per ordine del sovrano) nel 1170; nel 1173 venne proclamato santo e martire da papa Alessandro III.

Se Maria era la sorella di Thomas non avrebbe alcun senso l’elogio scritto al re nel prologo dei Lais, poiché anche se Enrico si era professato innocente, era comunque per l’opinione pubblica il mandante dell’assassinio di Thomas.

Data la mancanza di fonti sicure su questo personaggio, possiamo solo fare delle speculazioni sul suo sesso e sulla sua identità, probabilmente destinate a rimanere un mistero.

I lais

brevi racconti in ottosillabi a rima baciata, dei quali il più corto è il Lai du Chèvrefeuille, che narra un episodio della leggenda di Tristano ed Isotta in 118 versi, e il più lungo è l'Eliaduc di 1184 versi. L'etimologia della parola "lai" (singolare di "lais") è tuttora incerta. Una delle ipotesi più credibili è la derivazione dalla parola (ricostruita) celtica "laid" con il significato di "canto" da cui deriverebbe anche il tedesco "lied" (canto). Questa ipotesi etimologica è supportata dal fatto che i lais venivano cantati o recitati con l'accompagnamento di arpa o viola.

I lais di Maria di Francia presentano un prologo in forma poetica, cosa molto frequente durante il Medioevo, epoca in cui anche testi didattici, filosofici, precettistici venivano redatti in versi. Il metro usato per questi componimenti è l'ottosillabo che secondo Avalle deriverebbe dal dimetro giambico latino. Questi racconti in versi presentano ciascuno un piccolo prologo e un epilogo ed una struttura costante: un'introduzione, uno svolgimento, una conclusione. I luoghi citati a volte sono mitici altre volte reali.

Le fonti dei suoi componimenti sono diverse: in alcuni lais si tratta di fonte orale, in altre di fonte scritta, altre volte la storia viene presentata semplicemente con l'accenno dell'Autrice: "Secondo il racconto che conosco". Maria dichiara nel prologo di aver scritto i suoi testi derivandoli da leggende bretoni: in effetti uno solo è propriamente arturiano, il Lai de Lanval in cui compaiono eroi tipici del mondo arturiano, come Galvano e Ivano.

Tutti i suoi racconti narrano vicende d'amore, spesso adultero, che sono poi sistematicamente il motore dell' "aventure" che si svolge sullo sfondo del mondo reale, ma che vedono la presenza di elementi del meraviglioso, mescolando tematiche e tono cortesi, alla magia delle leggende celtiche, ad immagini e topoi evangelici a elementi tipicamente ovidiani.

Alcuni dei lais possono essere raggruppati secondo un tema dominante, per esempio: Yonec, Lanval e Bisclavret sono accomunati dalla presenza del paranormale, Milun e Fresne dalla tematica del rapporto genitori-figli, Deus amanz e Laustic dall'amore triste.

I protagonisti non sono grandi eroi o famosi re, ma semplici cavalieri e semplici dame spesso in situazioni drammatiche che tendono a ripresentarsi in situazioni topiche come il caso della donna malmaritata, del marito vecchio e geloso, genitori che allontanano il figlio, luoghi magici riservati a iniziati.

Fonti

  1. Wikipedia. Eleonora d'Aquitania. Vers. ITA. s.d.
  2. Maria di Francia. Vers. ITA. s.d.
  3. Marie de France Vers. ENG. s.d. .

Collegamenti per il testo in versione inglese

  1. Lais of Marie of France – ENG.

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